11 friulane 11 birrifici 11 birre: il resoconto della prima gita

Com’è andata la prima gita della Fermentoteca? Direi che è stata un’ottima versione beta di gite future. L’iniziativa 11 friulane / 11 birrifici x 11 birre del Birrificio Basei è stata una palestra perfetta per questo format, e li ringrazio molto per la loro disponibilità ad accoglierci e a farmi sperimentare.

Breve resoconto

Il pomeriggio/sera è stato organizzato in modo impeccabile, riuscendo a coniugare le norme anti-Covid con la possibilità di fruire dell’evento senza limitazioni sensibili. Complimenti!

Avendo prenotato per 9 persone, lo staff ci ha riservato 2 tavoli vicini, distanziati di oltre un metro, che comunque ci ha permesso di poter parlare e confrontarci. C’era anche la possibilità di partecipare a 4 degustazioni di 3 birre ciascuna guidata da almeno uno dei produttori.

Un’ulteriore piacevole sorpresa è stata la qualità delle birre presenti alle spine. Secondo il mio modesto parere finalmente si comincia a poter frequentare iniziative di questo tipo bevendo birre buone. Che non è sempre stato scontato negli anni scorsi.

Quindi complimenti ai birrai.

Di cosa ho parlato?

Ho iniziato citando il buon Kuaska, per la gioia del mio amico Simone, specificando che “La Birra”, come entità monolitica e prototipica, non esiste. Essendo ad un “mini festival” di birra artigianale dove poter assaggiare 11 stili di birre diversi, mi sembrava appropriato.

Successivamente ho parlato degli ingredienti principali della birra (acqua, malto, luppolo, lievito) e in che modo ognuno di questi caratterizza la birra e di conseguenza i diversi stili.

Facendo una distinzione con l’accetta (che qualche esperto di birra potrebbe eventualmente cassarmi):

  • l’acqua è l’ingrediente principale della birra: 90-95% di questa è infatti acqua. La durezza dell’acqua e la concentrazione di sali (di calcio, di solfati, di magnesio … ) favoriscono o riducono diversi fattori della produzione di birra. L’esempio classico che spesso viene fatto riguarda l’acqua ricca di solfati di Burton-Upon-Trent e la leggenda della nascita delle IPA. Concentrazioni medie di solfati favoriscono ed esaltano ad esempio le caratteristiche amaricanti e aromatiche del luppolo.
  • il malto d’orzo (e altri cereali) caratterizzano la birra rispetto al colore finale ed a certi tipi di aromi, ad esempio i malti scuri e torreffatti e gli aromi di cioccolata, caffè e nocciola proprio di alcuni stili, o il tipico aroma di “pane” di alcune birre tedesche;
  • il luppolo è l’ingrediente che rende la birra amara, e il più delle volte profumata o “aromatica”. Si è parlato di luppoli da amaro e da aroma e ho accennato ai tempi e modi di utilizzo della famosa infiorescenza in birrificio.

Ho proseguito quindi evidenziando come le birre sono diverse per colore, gusto, aroma, persistenza della schiuma, frizzantezza, secchezza/dolcezza, solo per citare alcune caratteristiche, e ho introdotto il concetto di stili e adesione di una birra allo stile citando il sempreverde Beer Judge Certification Program (BJCP, sul sito di MoBi lo potete trovare tradotto in italiano).

Una birra torbida non è necessariamente “fatta male”, lo è se si tratta di una tedesca Koelsch.

la Koelsch del Birrone fatta bene
Una Koelsch “fatta bene” del birrificio Birrone, consumata dal sottoscritto in altra occasione.

Ho chiuso cercando di parlare di un po’ di luoghi comuni sulla birra artigianale (“la mia birra artigianale è buona perchè non filtrata“: tutte le birre artigianali, per legge, non possono essere filtrate) e rispondendo a un po’ di domande dei partecipanti.

Ringraziamenti

Grazie a Giuseppe e tutto lo staff del Birrificio Basei per avermi fatto partecipare con un gruppo di persone senza batter ciglio, grazie a Tiziano, Beatrice, Daniel, Giorgio, Giulia, Francesco, Cristina e Lisa per aver partecipato a questo beta test.

Alla prossima Gita, nella pentola della Fermentoteca comincia ad esserci un po’ di bollore. 😊

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *